mercoledì 30 settembre 2026

The fragrant flower blooms with dignity. Vol. 12 di Saka Mikami (Edizioni BD)

 


















La Chidori High è una scuola maschile che accoglie gli studenti più problematici e coi voti più bassi. Accanto c’è la Kikyo Girls’ High, dove le famiglie benestanti e di alta classe mandano le loro preziose figlie. Rintaro, studente del secondo anno della Chidori, ha un viso feroce ma un cuore gentile. Un giorno, mentre dà una mano nella pasticceria di famiglia, incontra una ragazza di nome Kaoruko. Tra i due c’è subito sintonia, ma l’idillio viene presto disturbato quando Rintaro scopre che Kaoruko è in realtà una studentessa della Kikyo. Peggio ancora: lei non sembra neanche rendersi conto che questo costituisca un problema. Riusciranno i due ragazzi a crearsi un percorso e ad eludere le trappole (metaforiche e letterali) tese dai loro compagni di classe?

Il corpo delle lanterne verdi. Vol. 3: Forza di volontà (Panini Comics)

 


















I Guardiani dell’Universo sono giunti alla conclusione che il Corpo delle Lanterne Verdi sia ormai obsoleto e hanno deciso di rimpiazzarlo con la Terza Armata! Guy, John e compagni si trovano così ad affrontare la più grande minaccia mai scatenata contro il Corpo. Ma quello che i Guardiani non avevano previsto è che le loro azioni avrebbero risvegliato un pericolo ben più letale: quello della Prima Lanterna!

Ultimate Impact Reborn: le nuove avventure di Miles! - Colazione a Fumetti

 

Tamashii Nations Webshop - Tamashii Nations Ufficiale

 

Amazing Spider Man #1000 Review - A Monumental Disappointment

 

Batman non è solo un eroe: è il lato oscuro dell’umanità che si rifiuta di arrendersi

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Da Detective Comics #27 al multiverso contemporaneo, Batman continua a cambiare volto senza perdere la sua identità. È detective, vigilante, simbolo, leggenda pop e soprattutto una domanda vivente: quanto può spingersi un uomo per combattere il male senza diventare ciò che combatte?

Il bambino dietro la maschera

Bruce Wayne nasce da una tragedia. L’omicidio dei suoi genitori, Thomas e Martha Wayne, non crea semplicemente un supereroe: crea un uomo ossessionato dall’idea di impedire che qualcun altro viva lo stesso dolore.

La differenza fondamentale rispetto a Superman o Wonder Woman è evidente: Batman non possiede poteri sovrumani. La sua “superforza” è fatta di disciplina, intelligenza, preparazione, denaro, tecnologia e una volontà quasi disumana.

Ma il suo vero potere è un altro: trasformare la paura in uno strumento di giustizia.

Quando appare per la prima volta in Detective Comics #27, nel 1939, il personaggio è ancora lontano dall’immagine moderna del Cavaliere Oscuro. Nel corso dei decenni, però, Batman cambia insieme alla società e al fumetto: detective pulp, eroe camp, vigilante tormentato, stratega della Justice League, padre imperfetto e icona globale.dc+1

Gotham City è il suo vero avversario

Batman non combatte soltanto Joker, Due Facce, Pinguino o lo Spaventapasseri. Combatte una città malata.

Gotham è una metropoli dove la criminalità nasce dalla corruzione, dalla disuguaglianza, dalla follia e dall’indifferenza. È il luogo in cui il confine tra vittima e carnefice può diventare sottilissimo.

Per questo Batman funziona così bene: non è un eroe che arriva da un altro pianeta per salvare la Terra. È un uomo nato dentro il problema. Conosce la paura, il lutto, la rabbia e il desiderio di vendetta. La sua battaglia non consiste nel cancellare l’oscurità, ma nel dimostrare che l’oscurità non deve avere l’ultima parola.

Il paradosso del Cavaliere Oscuro

Batman impone una regola apparentemente semplice: non uccidere.

Questa scelta è il cuore del personaggio e, allo stesso tempo, la sua contraddizione più affascinante. Come può un uomo combattere assassini seriali e criminali responsabili di stragi senza eliminarli definitivamente?

La risposta non è mai completamente rassicurante. Batman crede nella possibilità di fermare il crimine senza rinunciare alla propria umanità. Ma ogni ritorno del Joker, ogni nuova vittima e ogni fallimento mette alla prova quella convinzione.

Il Cavaliere Oscuro vive quindi in una zona morale instabile: è un simbolo di giustizia, ma opera spesso fuori dalla legge; protegge Gotham, ma incute terrore; rifiuta di uccidere, ma costruisce un’intera identità attorno alla paura.

Ed è proprio questa ambiguità a renderlo moderno.

Joker non è soltanto un nemico

Il Joker rappresenta il caos. Batman rappresenta il controllo.

Il loro conflitto non è semplicemente una sfida tra buono e cattivo: è uno scontro filosofico. Joker sostiene che ogni regola sia fragile e che basti una tragedia per distruggere la morale di qualunque persona. Batman, invece, continua a combattere proprio perché conosce il dolore e sceglie di non lasciarsi definire da esso.

Attorno a questa opposizione ruota una delle domande più potenti della mitologia batmaniana: si può sconfiggere il male senza diventare simili al male?

Ogni autore ha provato a rispondere a modo suo. Frank Miller ha mostrato un Batman anziano e brutale in The Dark Knight Returns, opera che nel 2026 celebra il quarantesimo anniversario con nuove edizioni e iniziative editoriali targate DC.dc

L’eredità di The Dark Knight Returns

Nel 1986 Frank Miller e Klaus Janson cambiarono per sempre l’immagine di Batman. Il loro Cavaliere Oscuro era stanco, arrabbiato, fisicamente provato e politicamente scomodo.

Non più soltanto un eroe elegante che combatteva il crimine sui tetti di Gotham, ma un uomo consumato dalla propria missione. Quell’opera influenzò fumetti, cinema, animazione e videogiochi, contribuendo a creare il linguaggio visivo del Batman contemporaneo.

Il successo di quella visione dimostrò che Batman poteva essere letto a livelli diversi:

  • come avventura supereroistica;

  • come noir investigativo;

  • come tragedia psicologica;

  • come riflessione sul potere e sulla violenza;

  • come racconto sul rapporto tra memoria, paura e responsabilità.

Il nuovo Batman senza privilegi

La versione più recente e radicale è quella di Absolute Batman. Qui DC reimmagina il personaggio togliendogli alcuni degli elementi che il pubblico considera fondamentali: niente Wayne Manor, niente Alfred al suo fianco e una condizione di partenza profondamente diversa.dc+1

La domanda diventa esplosiva: se Bruce Wayne non avesse denaro, famiglia e risorse illimitate, esisterebbe comunque Batman?

La risposta sembra essere sì. Perché Batman non è la villa, la Batmobile o il conto in banca. È una scelta. È il momento in cui Bruce decide di trasformare la propria perdita in una missione.

L’universo Absolute dimostra che il personaggio può essere riscritto senza essere svuotato. Cambiano il costume, la biografia e il contesto, ma rimangono la ferita originaria e la volontà di proteggere gli altri.

Batman di due mondi

Nel 2026 DC ha celebrato il Batman Day con Batman of Two Worlds, uno speciale che mette a confronto il Batman dell’universo principale con il suo alter ego Absolute. L’iniziativa presenta due interpretazioni differenti dello stesso mito, confermando quanto il personaggio sia elastico e resistente al tempo.dc

Da una parte c’è il Batman classico, legato alla lunga continuità editoriale di Gotham. Dall’altra c’è una versione più giovane, fisica e lontana dall’immagine aristocratica di Bruce Wayne.

Non è una semplice variazione estetica. È un confronto tra due idee di eroismo:

  • Batman come eredità;

  • Batman come rivoluzione;

  • Batman come detective;

  • Batman come combattente;

  • Batman come uomo fragile;

  • Batman come simbolo più grande del suo stesso alter ego.

Perché Batman continua a funzionare

Batman sopravvive perché non è mai una sola cosa.

È il personaggio perfetto per chi ama il noir, ma anche per chi cerca avventure spettacolari. È adatto alle storie psicologiche, alle saghe cosmiche, ai racconti realistici e alle distopie futuristiche. Può combattere una banda criminale in un vicolo oppure affrontare minacce capaci di distruggere interi universi.

La sua forza narrativa nasce da un equilibrio quasi irripetibile:

  • è umano, ma sembra invincibile;

  • è ricco, ma interiormente incompleto;

  • incute paura, ma protegge i più deboli;

  • lavora da solo, ma ha bisogno della Bat-Family;

  • rifiuta i superpoteri, ma vive come una leggenda;

  • vuole controllare tutto, ma non riesce a controllare il proprio dolore.

La verità dietro la maschera

Il pubblico non ama Batman perché è perfetto. Lo ama perché fallisce e continua a rialzarsi.

Bruce Wayne non guarisce davvero dalla notte in cui perde i suoi genitori. Impara a convivere con quella ferita, a usarla come carburante e, nei momenti migliori, a impedire che si trasformi in odio.

Batman è quindi un personaggio profondamente tragico, ma non necessariamente privo di speranza. La sua missione nasce dalla vendetta, ma il suo significato più alto è la protezione. La maschera nasce dalla paura, ma finisce per diventare un messaggio rivolto a tutti gli abitanti di Gotham:

il terrore può essere usato contro chi lo semina.

E forse è questo il motivo per cui, dopo quasi novant’anni, il segnale del pipistrello continua ad accendersi. Batman non ci promette che il mondo sarà giusto. Ci ricorda soltanto che, anche nel cuore della notte, qualcuno può ancora scegliere di combattere.

Mad. Vol. 1 di Otori Yusuke (Star Comics)

 
















Su un pianeta dominato da alieni giunti dallo spazio, John, un uomo che ha perso la voglia di vivere, si unisce a un gruppo di sopravvissuti e, aggrappato a un ultimo barlume di speranza, si dirige con loro verso la fonte di un misterioso segnale...

Wolverine: origini. Vol. 1: Nato nel sangue di Daniel Way, Steve Dillon (Panini Comics)

 





















Logan dà il via alla sua sanguinosa vendetta contro chi lo ha reso schiavo. Armato dell’unica cosa in grado di ucciderlo e dei frammenti del suo passato, si lancia in uno scontro con lo stesso governo americano. Sconvolto dalle recenti rivelazioni, Wolverine deve inoltre affrontare una crisi d’identità: chi è veramente? Per scoprirlo dovrà prima superare Omega Red... Contiene: Wolverine: Origins (2006) #1/10.

Weekly Comic Book Review 09/30/26

 

Il LIBRO più TRASH che abbia mai LETTO | Art of combat

 

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martedì 29 settembre 2026

Wolverine, l’uomo che non può morire ma continua a soffrire come un'anima del purgatorio!

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Ha gli artigli di adamantio, un fattore rigenerante quasi invincibile e la rabbia di una bestia. Ma il vero superpotere di Wolverine è un altro: riuscire a rialzarsi ogni volta che la vita lo distrugge.

Prima di essere un eroe, era una ferita

Wolverine non è nato come il più importante degli X-Men. La sua prima apparizione risale a The Incredible Hulk n. 180 del 1974, creato da Len Wein e John Romita Sr., con i disegni di Herb Trimpe. In origine doveva essere un avversario canadese di Hulk: un personaggio aggressivo, misterioso, quasi animalesco.hollywoodreporter

Un anno dopo, però, tutto cambia. In Giant-Size X-Men n. 1, Wolverine entra nella nuova formazione internazionale degli X-Men e smette di essere una semplice minaccia: diventa una presenza indispensabile, scomoda e impossibile da ignorare.

Il suo vero nome è James Howlett, ma il mondo lo conosce come Logan. Il passato del personaggio è stato raccontato e riscritto più volte, tra traumi, guerre, manipolazioni genetiche e perdita della memoria. Ed è proprio qui che nasce il fascino di Wolverine: non è soltanto un uomo che cerca di ricordare chi era, ma qualcuno che prova disperatamente a decidere chi vuole diventare.

Il superpotere più importante non sono gli artigli

Gli artigli retrattili, lo scheletro rivestito di adamantio e il fattore rigenerante hanno reso Wolverine una delle icone più riconoscibili della Marvel. Ma ridurre Logan a una macchina da combattimento significa non aver capito il personaggio.

Wolverine può guarire dalle ferite, ma non dai ricordi.

Può sopravvivere a esplosioni, torture e battaglie impossibili, ma non riesce a cancellare il senso di colpa. Ogni nuova cicatrice sul suo corpo racconta una ferita già presente nella sua coscienza. Per questo Logan è molto più umano di tanti eroi apparentemente più “normali”.

La sua forza non consiste nel non provare dolore. Consiste nel continuare ad agire nonostante il dolore.

Bestia contro samurai

L’intera mitologia di Wolverine vive su una contraddizione: da una parte c’è la furia animale, dall’altra il controllo del samurai.

Logan è impulsivo, sarcastico, violento. Ma conosce anche il valore della disciplina, dell’onore e del sacrificio. La celebre miniserie Wolverine del 1982, scritta da Chris Claremont e disegnata da Frank Miller, ha trasformato il Giappone in uno dei luoghi fondamentali della sua evoluzione narrativa. La storia lo presenta come un “samurai fallito”, diviso tra la brutalità istintiva e il desiderio di padroneggiare se stesso.wikipedia

Questa tensione spiega perché Wolverine funziona in qualunque storia: può essere un guerriero solitario, un padre, un mentore, un agente segreto, un membro degli X-Men o un uomo che cerca semplicemente un posto dove smettere di combattere.

Il più pericoloso degli X-Men? Anche il più leale

Wolverine non è sempre il compagno ideale. È irascibile, diffidente e spesso pronto a risolvere i problemi con gli artigli prima ancora di ascoltare il piano.

Eppure, quando gli X-Men sono in pericolo, Logan è quasi sempre il primo a mettersi tra il nemico e i suoi compagni. La sua lealtà non è fatta di discorsi solenni: è fisica, concreta, brutale. Wolverine protegge gli altri prendendo su di sé il colpo che nessun altro potrebbe sopportare.

Nel corso della sua storia è stato avversario, agente, samurai, X-Man, Avenger e persino una figura quasi mitologica legata alla morte. La sua capacità di cambiare ruolo senza perdere la propria identità è uno dei motivi per cui resta una delle figure più longeve della Marvel.hollywoodreporter

Logan e il paradosso della memoria

Per anni, la perdita della memoria è stata il grande mistero di Wolverine. Ma il punto non era soltanto scoprire cosa fosse successo nel suo passato. Il punto era capire se il passato avesse ancora il potere di definirlo.

Esperimenti come Weapon X hanno trasformato Logan in un’arma. La Marvel ha raccontato più volte il tentativo di cancellare la persona per lasciare soltanto il combattente. Ma ogni volta Wolverine ritorna, dimostrando che l’identità non può essere ridotta a un codice genetico o a una missione militare.

Logan è il personaggio che continua a chiedersi:

Sono ciò che mi hanno fatto diventare o ciò che scelgo di fare adesso?

È una domanda che rende Wolverine sorprendentemente attuale, soprattutto in un’epoca in cui molti personaggi dei fumetti vengono definiti dal loro passato, dai loro traumi o dalle aspettative degli altri.

Da Wolverine a Laura Kinney: un’eredità più grande dell’uomo

La morte di Logan non ha cancellato Wolverine. Al contrario, ha dimostrato che il personaggio è diventato un’eredità.

Laura Kinney, conosciuta come X-23, ha assunto il nome e il ruolo di Wolverine per onorare il suo mentore e padre adottivo. Come clone di Logan, possiede capacità simili, ma la sua storia segue un percorso autonomo: non deve imitare Wolverine, deve capire cosa significhi portare quel nome senza esserne prigioniera.marvel

Questa evoluzione è fondamentale. Wolverine non rappresenta soltanto un individuo, ma l’idea che anche chi è stato creato per uccidere possa scegliere di proteggere.

Perché Wolverine continua a conquistare nuovi lettori

Il successo di Wolverine non dipende soltanto dal design — il costume, le basette, gli artigli e il grido “Snikt!” — ma dalla sua imperfezione.

Logan non è un eroe puro. Ha commesso errori, ha perso il controllo, ha combattuto battaglie sbagliate e spesso ha pagato un prezzo altissimo per le sue decisioni. Proprio per questo il lettore può riconoscersi in lui più facilmente che in un personaggio sempre sicuro, sempre nobile, sempre vittorioso.

Wolverine cade. Si arrabbia. Scappa. Fallisce. Poi torna.

E quando torna, non è necessariamente guarito. È soltanto deciso a non arrendersi.

Il futuro ha ancora bisogno di Logan

A oltre cinquant’anni dalla sua nascita editoriale, Wolverine continua a essere uno dei personaggi più esplorati della Marvel. La sua storia ufficiale comprende decine di fasi narrative, morti, resurrezioni, versioni alternative e nuove generazioni di eroi. Marvel lo definisce ancora come uno dei suoi mutanti più feroci, dotato di guarigione accelerata, artigli d’adamantium e un atteggiamento senza compromessi.marvel

Il motivo è semplice: Wolverine non promette un mondo senza dolore. Promette qualcosa di più credibile.

Promette che, anche quando tutto sembra perduto, è ancora possibile rialzarsi.

Con gli artigli fuori. Con la rabbia addosso. Con il cuore pieno di cicatrici.

E magari con un ultimo, inconfondibile:

SNIKT!

I 15 MIGLIORI MANGA DI SEMPRE secondo me

 

Phoenix The Death & Rebirth of Jean Grey Omnibus Review | Marvel Comics

 

Pole star. Vol. 1 di Non Edizioni (BD)

 



















Yayano, una studentessa di seconda media ansiosa e insicura, si è trasferita con sua madre da Tokyo ad Atami, una piccola città costiera. La mamma ha un nuovo posto di lavoro, in un hotel piuttosto rustico. Sì, ma con quale posizione? Quando, un giorno, Yayano la raggiunge, lo scoprirà assistendo a una delle scene più sorprendenti della sua vita: la madre è una ballerina di pole dance! Un’apparizione emozionante e liberatoria che cambierà il destino stesso di Yayano, ispirando la ragazza a percorrere a sua volta quel suggestivo percorso.

lunedì 28 settembre 2026

Il lungo Halloween. Batman di Jeph Loeb (Panini Comics)

 




















Una serie di omicidi sconvolge Gotham City: cosa faranno il Cavaliere Oscuro, Harvey Dent e il capitano Gordon per fermarli? Una storia universale e appassionante ambientata nei primi anni di attività di Batman. Un volume per cominciare a conoscere il mondo dell'Uomo Pipistrello.

Code Geass: Rozé of the Recapture, la nuova guerra per il futuro del Giappone

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Dopo Lelouch, il Geass non è finito. Ha solo trovato una nuova voce. Con Code Geass: Rozé of the Recapture, il franchise di Sunrise torna a raccontare intrighi politici, ribellioni e battaglie tra Knightmare in una storia ambientata dopo gli eventi di Code Geass: Lelouch of the Re;surrection. Ma questa volta il centro del conflitto non è più Lelouch: è Hokkaido, territorio occupato, e una misteriosa coppia di mercenari conosciuti come i “Mercenari senza nome”.wikipedia+1

Una nuova guerra dopo Lelouch

La storia è ambientata nel settimo anno del Periodo Kowa, dopo la caduta del Sacro Impero di Britannia. La fine dell’Impero, però, non coincide con la fine della violenza: alcuni suoi esponenti occupano Hokkaido e fondano il Neo-Britannian Empire, ricreando un regime di oppressione e segregazione.

L’isola viene isolata dal resto del mondo attraverso una barriera energetica apparentemente impenetrabile. Per quattro anni, la popolazione vive sotto il controllo dei nuovi dominatori, mentre la resistenza cerca disperatamente un modo per reagire.wikipedia+1

È in questo scenario che entrano in scena Rozé e Ash, due fratelli mercenari tanto letali quanto enigmatici. Ash è un pilota straordinario, capace di trasformare il proprio Knightmare in un’arma di precisione. Rozé, invece, è il cervello della coppia: analizza il campo di battaglia, raccoglie informazioni e costruisce strategie quasi impossibili da prevedere.

Il loro obiettivo iniziale è aiutare la resistenza e liberare la principessa Sakuya Sumeragi. Ma, come spesso accade nell’universo di Code Geass, nulla è davvero ciò che sembra.

Il grande segreto di Rozé

Il colpo di scena più importante riguarda proprio l’identità di Rozé.

Dietro il nome del mercenario si nasconde Sakuya Sumeragi, costretta a vivere sotto mentite spoglie. La principessa non sta semplicemente combattendo per riconquistare il potere: sta cercando di salvare Sakura Haruyanagininomiya, la sua amica d’infanzia e controfigura, che assume il ruolo di Sakuya per proteggerla.wikipedia

La scelta di una protagonista costretta a nascondere la propria identità permette alla serie di riprendere uno dei temi fondamentali di Code Geass: il rapporto tra maschera e persona.

Lelouch diventava Zero per abbattere un impero. Sakuya diventa Rozé per sopravvivere, manipolare gli eventi e guidare una rivoluzione dall’interno. Ma la sua maschera non è soltanto strategica: è anche una prigione psicologica.

Il Geass torna a essere una maledizione

Sakuya possiede il Geass, il potere capace di imporre obbedienza assoluta attraverso la parola. È una capacità potentissima, ma anche profondamente ambigua: ogni ordine può cambiare per sempre la vita di chi lo riceve e di chi lo pronuncia.

Qui Rozé of the Recapture si collega direttamente alla tradizione narrativa della saga. Il Geass non viene presentato come un semplice superpotere, bensì come uno strumento che mette in discussione libertà, consenso e responsabilità.

La domanda centrale non è soltanto: “Chi vincerà la guerra?”. È soprattutto: si può costruire un mondo libero utilizzando un potere che cancella la libertà degli altri?

È lo stesso paradosso che aveva reso Lelouch uno dei protagonisti più discussi dell’animazione giapponese. Sakuya, però, non è una copia di Lelouch. Il suo conflitto è più intimo e riguarda il peso dell’identità, della memoria e del sacrificio personale.

Rozé e Ash: fratelli, armi e contraddizioni

Il rapporto tra Rozé e Ash è il cuore emotivo della serie.

Ash rappresenta l’azione pura: è veloce, aggressivo e apparentemente invincibile alla guida del suo Knightmare. Rozé, invece, combatte soprattutto con l’intelligenza, la manipolazione e la capacità di anticipare l’avversario.

La loro collaborazione funziona perché i due fratelli incarnano due forme diverse di guerra. Ash affronta direttamente il nemico; Rozé muove i fili nell’ombra. Uno combatte con il corpo, l’altra con le parole.

Ma questa complementarità nasconde anche una frattura. Ash conosce Rozé come un fratello e come un compagno d’armi, ma non possiede tutte le informazioni sulla sua vera identità. Il segreto di Sakuya rischia quindi di trasformare il legame più importante della storia in una nuova fonte di conflitto.

Un villain che aggiorna la minaccia britanniana

A guidare il Neo-Britannian Empire è Callis al Britannia, il centesimo imperatore della dinastia. Al suo fianco combattono i Cavalieri di Einberg, una nuova élite militare che aggiorna il concetto di antagonista già visto nella serie originale.codegeass.fandom

Il Neo-Britannian Empire non è soltanto una copia nostalgica dell’antico regime. È la dimostrazione che un sistema politico può sopravvivere anche dopo la morte del suo fondatore, trasformandosi e adattandosi.

In questo senso, la serie propone una riflessione molto attuale: abbattere un impero non significa automaticamente eliminare la mentalità imperiale. Le strutture di potere possono cambiare nome, bandiera e leader, continuando però a produrre esclusione e violenza.

La guerra tra Knightmare torna protagonista

Per gli appassionati di mecha, Rozé of the Recapture conserva uno degli elementi più spettacolari della saga: gli scontri tra Knightmare Frame.

Le battaglie non sono semplici parentesi d’azione. Ogni duello riflette la personalità dei piloti e il loro modo di affrontare il conflitto. La precisione di Ash, l’uso tattico dell’ambiente e la continua evoluzione tecnologica dei mezzi mantengono vivo il lato più adrenalinico di Code Geass.

A rendere ancora più interessante il conflitto è la presenza dei Black Knights e del gruppo di resistenza delle Seven Shining Stars, coinvolti nel piano per liberare Hokkaido e contrastare il dominio neo-britanniano.codegeass.fandom

La serie cerca quindi di mantenere in equilibrio due anime della saga: da una parte il dramma politico e psicologico, dall’altra l’azione mecha spettacolare.

Un’eredità difficile da raccogliere

Il problema principale di ogni nuovo capitolo di Code Geass è inevitabile: il confronto con Lelouch.

Il protagonista originale aveva lasciato un’eredità narrativa difficilissima da replicare. La sua storia era costruita come una tragedia politica, personale e ideologica, culminata in un finale diventato uno dei più celebri nella storia degli anime.

Rozé of the Recapture non prova semplicemente a sostituirlo. Piuttosto, utilizza il mondo creato dalla serie originale per porre nuove domande:

  • cosa succede dopo la caduta di un impero?

  • chi protegge le popolazioni rimaste ai margini?

  • quanto può essere lunga la pace?

  • una rivoluzione può davvero liberare tutti?

  • il potere del Geass può essere usato senza distruggere chi lo possiede?

La risposta non è sempre perfetta. Alcuni sviluppi risultano molto rapidi e la durata limitata comprime eventi e personaggi che avrebbero meritato maggiore spazio. Anche alcune recensioni hanno evidenziato una certa fretta nella parte conclusiva, pur riconoscendo alla serie un forte impatto emotivo e una notevole fedeltà allo spirito di Code Geass.animenewsnetwork+1

Quattro film, dodici episodi

In Giappone, l’opera è stata distribuita nel 2024 come una serie di quattro film cinematografici, ciascuno composto da tre episodi: il primo è arrivato il 10 maggio, seguito dagli altri tre atti il 7 giugno, il 5 luglio e il 2 agosto.wikipedia+1

Questa struttura ha contribuito a dare alla storia un ritmo molto cinematografico, ma ha anche accentuato la sensazione di accelerazione narrativa in alcuni passaggi. Il pubblico si trova davanti a un racconto ricco di svolte, personaggi e conflitti che talvolta sembrano chiedere più tempo per svilupparsi.

Per chi desidera recuperare l’anime in Italia, la serie è disponibile su Disney+, dove la trama ufficiale presenta le vicende di Rozé e Ash nell’ex Blocco di Hokkaido durante il settimo anno del Periodo Kowa.disneyplus

Perché guardarlo

Code Geass: Rozé of the Recapture merita attenzione soprattutto per tre motivi:

  1. Espande l’universo narrativo senza cancellare l’importanza della storia di Lelouch.

  2. Presenta una protagonista ambigua e stratificata, il cui vero conflitto riguarda anche la propria identità.

  3. Mantiene la formula vincente della saga, combinando politica, tradimenti, Geass, guerre civili e battaglie tra Knightmare.

Non è una semplice operazione nostalgica. È un tentativo di dimostrare che, nell’universo di Code Geass, ogni vittoria lascia dietro di sé nuovi problemi.

Verdetto finale

Code Geass: Rozé of the Recapture è una nuova pagina della saga, più compatta e imperfetta rispetto al capolavoro originale, ma capace di proporre idee interessanti e personaggi con un’identità propria.

Il suo punto di forza non è imitare Lelouch, bensì raccontare cosa accade quando il mondo che lui ha contribuito a cambiare ricade nuovamente sotto il peso dell’autoritarismo.

La domanda che resta alla fine è semplice, ma potentissima:

dopo aver riconquistato un Paese, chi avrà ancora la forza di riconquistare se stesso?

Hulk: il mostro che ci insegna ad avere paura di noi stessi

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